CICORIA SELVATICA

disponibilità (fresca dicembre – aprile)
Generalità
(Cichorium intybus) Appartiene alla famiglia delle Composite si trova in luoghi incolti, terreni aridi, lungo le strade, i campi, dalla pianura alle zone montane dell’Europa, Africa settentrionale e meridionale, Asia occidentale, America settentrionale e meridionale, Australia, India, Nuova Zelanda. Si chiama cicoria selvatica perché è diversa dalla specie coltivata derivante da un tipo mediterraneo da cui poi sono state selezionate e derivano le insalate indivie, le cicorie arricciate e tutte le scarole. L’unica cosa che la cicoria selvatica e la cicoria coltivata hanno conservato in comune è il sapore amaro, un po’ di più in quella selvatica, che però è anche ciò che le rende particolari e apprezzate.
Curiosità
La difficoltà nel trovare l’origine del nome della pianta di questa pianta  sta nel fatto che è conosciuta fin dai primissimi tempi della storia umana. Viene citata ad esempio nel Papiro di Ebers (ca. 1550 a. C.) e Plinio stesso nei sui scritti citava questa pianta in quanto conosciuta nell’antico Egitto. Il medico greco Galeno la consigliava contro le malattie del fegato. Era molto apprezzata dai Romani, i quali durante i pranzi luculliani, insieme con le uova di tordi, di beccafichi e di pavoni, si facevano porgere piatti abbondanti di cicoria.
Proprietà terapeutiche
Le radici di cicoria, che ne rappresentano la parte più utilizzata a scopo medicinale, contengono sia sostanze zuccherine che sostanze amare, oltre ad alcuni derivati dell’acido caffeico. Per quanto riguarda i sali minerali, la cicoria contiene potassio, calcio e ferro. Il sapore amaro della cicoria è dovuto alla presenza di acido cicorico. Per quanto riguarda le vitamine, la cicoria contiene vitamina C, vitamina B, e le vitamine P e K.  Come nel caso di altre erbe amare utilizzate per il consumo alimentare, proprio per via del suo sapore ben distinto e delle sostanze in essa contenute, alla cicoria vengono attribuite proprietà depurative e disintossicanti, con particolare riferimento alle radici, che sarebbero in grado di stimolare l’attività del fegato e dei reni.  Inoltre, alla cicoria vengono attribuite proprietà digestive, con particolare riferimento alla sua capacità di stimolare la produzione della bile. Essa viene considerata una purga naturale, per via dei suoi effetti lassativi. E’ anche un diuretico naturale. La cicoria avrebbe inoltre la capacità di regolare il battito cardiaco, di ridurre alcuni tipi di infiammazioni e di controllare la glicemia. Dalla cicoria vengono ricavati degli estratti erboristici considerati utili in caso di meteorismo, stitichezza e colon irritabile.
Uso in cucina
La cicoria è una verdura molto saporita (spesso di un gradevole amaro) che si può consumare, secondo le stagioni e l’età, cruda o cotta. Quando è molto giovane si può servire cruda in insalata, da sola o aggiunta ad altre erbe selvatiche, come nella famosa “misticanza” laziale. La preparazione della cicoria è simile a quella di altre insalate. Con le radici di cicoria selvatica, che si raccolgono in autunno, si può preparare anche quel surrogato del caffè che i nostri nonni conoscono bene (un caffè dal colore molto scuro) perché si usava quando non c’era altro.

N.B. Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.