FINOCCHIO SELVATICO

disponibilità (fresco, mazzetti, marzo – maggio)  
Generalità
(Foeniculum vulgare)  il finocchio selvatico è una pianta erbacea perenne originaria delle regioni mediterranee. In Italia è diffusa particolarmente lungo le zone costiere, dal piano ai 1.000 metri.
Curiosità
La storia del finocchio è molto antica. Comincia dalla pianura di Maratona, località della Grecia che fu teatro della famosa battaglia che vide affrontarsi Ateniesi e Persiani, dove in origine il finocchio cresceva spontaneo e proprio per questa ragione gli antichi lo chiamavano marathon. Infatti il finocchio è una tipica pianta mediterranea, che già in Grecia apprezzavano e che dai Romani fu diffusa in tutta l’Europa continentale. Plinio racconta che i serpenti si sfregano contro la pianta di finocchio, dopo aver cambiato la pelle, per riacquistare la vista, e in relazione a questa storia afferma che il finocchio è ottimo nella cura degli occhi. L’espressione “lasciarsi infinocchiare” deriva dall’abitudine dei cantinieri di offrire spicchi di finocchio orticolo a chi si presentava per acquistare il vino custodito nelle botti. Il grumolo infatti contiene sostanze aromatiche che rendono gustoso anche un vino di qualità scadente o prossimo all’acetificazione.
Proprietà terapeutiche
Le proprietà terapeutiche del finocchio selvatico sono tante: stimolanti e digestive (grazie all’essenza di anetolo presente soprattutto nei semi), antispasmodiche, carminative (favorisce l’espulsione dei gas intestinali), antisettiche (i frutti in infuso con acqua vengono usati come impacchi su palpebre infiammate e come sciacqui e gargarismi per eliminare l’alito cattivo). Ovviamente, come per tutte le spezie, anche del finocchio selvatico non se ne deve abusare: l’anetolo, infatti, in dosi massicce puo’ provocare convulsioni, e le preparazioni ottenute dai frutti, se non vengono usate nelle giuste proporzioni, possono risultare leggermente narcotiche per uso interno e irritanti per uso esterno.
Uso in cucina
Del finocchio selvatico vengono utilizzate le foglie ed i frutti: le prime si raccolgono in primavera e si impiegano fresche, mentre in estate e in autunno, vengono raccolti i fusti fioriferi con le ombrelle ed i loro frutti Il finocchio ha un aroma dolce e piccante. In cucina, le foglie fresche, profumate leggermente di anice, sono indicate per aromatizzare le insalate, le lumache, le castagne lesse, le olive, i piatti a base di pesce (come ad esempio la pasta con le sarde, di tradizione siciliana) e per la fabbricazione di alcuni formaggi teneri e liquori (come la grappa); i semi si usano per profumare carni come il maiale (fegatelli, costolette, arrosti; nel Lazio sono insostituibili nella preparazione della famosa ”porchetta”, che si ottiene dai lattonzoli, maialini da latte cotti interi al forno e riempiti di spezie varie), nelle minestre (insieme alla borragine ed al radicchio per la preparazione di una saporita ed aromatica “Zuppa alla Frantoiana” tipica di alcune zone della Toscana) e per la preparazione di alcuni insaccati (come il capocollo e la finocchiona, il tipico insaccato fiorentino).

N.B. Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.