ORTICA

disponibilità (fresca, mazzetti, maggio – ottobre)  
Generalità
(Urtica dioica) È il nome di una pianta selvatica perenne appartenente all’ordine delle Urticali, famiglia Urticaceae, genere Urtica, comunissima fra le macerie, nei campi e negli incolti, e considerata dagli agricoltori specie infestante. Il suo nome deriva dal latino urere = “bruciare”, mentre dal suo nome deriva il termine “orticaria” usato in medicina.
Curiosità
Le piante del genere Urtica sono utilizzate e coltivate dall’uomo sin dall’età del bronzo (3000-2000 a.C.).[1] Dal gambo legnoso dell’Urtica dioica adulta si produceva carta e tessuti. Le foglie verdi erano usate per la colorazione delle fibre. In Danimarca è stato trovato il corpo di un uomo, risalente all’età del bronzo, avvolto in un indumento fatto con fibre di ortica. In Germania, durante la prima guerra mondiale, quando si verificò una forte carenza di cotone, venne usata come surrogato di questo, dato che il tessuto da essa ottenuto risultò essere particolarmente resistente.
Proprietà terapeutiche
La grande quantità di principi attivi noti, e altri ancora non studiati a fondo nel loro insieme, fanno dell’ortica una delle piante con il maggior numero di proprietà medicinali. Si usa nell’anemia causate da mancanza di ferro o da perdite di sangue, perché il ferro e l’acido folico, in essa contenuti, stimolano la produzione dei globuli rossi. La pianta possiede anche proprietà vasocostrittrice (contrae i vasi sanguigni) ed emostatica (ferma le emorragie), quindi è impiegata specialmente nei casi di emorragie nasali e uterine. E’ utilissima inoltre per le donne che soffrono di mestruazioni abbondanti. L’ortica è consigliata anche in caso di convalescenza, denutrizione e di esaurimento, perché le foglie sono ricchissime di sali minerali, specialmente, di fosforo, magnesio, calcio, silicio, manganese e potassio; e di vitamine A, C e K, che la rendono remineralizzante, ricostituente e tonificante. Infine l’ortica possiede un’azione galattogena, dovuta alla capacità di aumentare la secrezione del latte materno, e perciò è consigliabile durante l’allattamento.
Uso in cucina
L’ortica da sempre è stata considerata una pianta commestibile. I Greci antichi ne erano ghiotti, e consigliavano di raccoglierla in primavera, per poter gustare i getti più teneri adatti ad essere mangiati anche in insalata. Infatti l’ortica perde le sue proprietà urticanti non soltanto dopo una breve cottura, ma anche dopo trascorse 24 ore dalla raccolta. Al posto degli spinaci può essere utilizzata come contorno, cotta e condita con olio e limone o ripassata al burro, oppure insieme con la ricotta, può essere inserita nei ripieni per i ravioli e nelle torte rustiche. Con i germogli, sul tipo di quelli del luppolo, se ne può fare una frittata o un gradevole risotto. Unita con altre erbe può essere utilizzata nelle zuppe di verdure e nei minestroni, o in cucina.

N.B. Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.