RABARBARO

disponibilità (fresco, steli, mazzetti, maggio – ottobre)  
Generalità
(Rheum palmatum ) È il nome di una pianta selvatica di origine centroasiatica, prevalentemente tibetana presente nel nostro territorio allo stato selvatico soltanto nel Veneto, Il rabarbaro cinese è una pianta alta, forte e robusta che ci dà la famosa “radice di rabarbaro”, quei pezzi di legno giallo, grossi quanto un pugno, spesso schiacciati e bucati nel mezzo quasi fossero ciambelle, non di rado traforati dai tarli, che tutti i droghieri vendevano, e che per secoli tutti i farmacisti hanno usato per fare decotti, tinture, vini, elisir e polveri digestive.
Curiosità
Il rabarbaro, che i persiani chiamavano rewend e i greci rheon, e che i cinesi avevano descritto con precisione nel loro antichissimo erbario Pen-King fino dal 2700 a.C. Come risulta da Dioscoride, da Plinio e dalle prescrizioni dei più famosi medici dell’antichità, il rabarbaro era noto e usato anche in Occidente fin da tempi piuttosto remoti, e sappiamo che fu tenuto in grande considerazione per tutto il Medioevo. Fino a un’epoca molto recente, però, il rabarbaro rimase circondato da una fitta coltre di mistero che ne accresceva il fascino e la magia: dato che  in Europa giungevano le sole radici, e per giunta tagliate a pezzi, nessuno, ma proprio nessuno, aveva un’idea anche approssimativa della pianta da cui erano ricavate. Il mistero era tale, ed evidentemente così fastidioso per la mentalità.
Proprietà terapeutiche
Ciò che viene utilizzato a scopo terapeutico è la radice, raccolta in stagione autunnale e che possiede proprietà  aromatizzanti, rinfrescanti, digestive, lassative, astringenti e depurative, oltre a svolgere un’azione antinfiammatoria, antimicotica, antitumorale e ipotensiva. Usato fin dall’antichità come stimolante epatico e regolarizzatore della bile; utilissimo anche in caso di coliche, dolori del fegato, dissenterie, parassitosi intestinali. In bassi dosaggi favorisce la secrezione gastrica e quella biliare, donando proprietà digestive e depurative del fegato, con una blanda azione lassativa; in dosi superiori, ha una azione lassativa più marcata.
Uso in cucina
L’uso alimentare del rabarbaro non  si limita ai piccioli fogliari carnosi, impiegati come ingrediente principale o secondario in varie pietanze ma soprattutto per la preparazione di torte dolci o salate e marmellate. Il rizoma di questa specie è invece utilizzato nell’industria liquoristica per fare amari a base d’erbe. Le foglie possono anche essere utilizzate come succedaneo degli spinaci, salvo le controindicazioni da valutare nei soggetti affetti da determinate patologie. Queste foglie si raccolgono in genere nel periodo di maggio-giugno, preferibilmente dal secondo anno di vegetazione in poi.

N.B. Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.