RUTA

disponibilità (fresca, mazzetti, maggio – ottobre)  
Generalità
(Ruta graveolens) Pianta perenne originaria dell’Europa meridionale. In Italia è presente spontanea, in tutte le regioni, eccetto le isole (dove si trova solo negli orti e giardini; in Gallura è piuttosto rara ma cresce anche spontaneamente), dal piano ai 1.000 metri.
Curiosità
Il nome ruta deriva dal greco reuo = liberare e graveolens significa dal forte profumo. La ruta è una pianta  originaria dei Balcani che fu portata in Italia dai romani e successivamente venne introdotta anche a nord delle Alpi. Nel medioevo, gli esperti di erbe consigliavano la ruta come rimedio contro gli occhi stanchi, e i grandi pittori come Michelangelo e Leonardo da Vinci, ma anche artisti di altre epoche, si facevano i lavaggi agli occhi con una tisana di ruta diluita.
Proprietà terapeutiche
Il termine ruta viene da rhytor (difensore) infatti la ruta era impiegata come antidoto in diverse malattie contiene flavonoidi che riducono la fragilità capillare. Infatti era un ingrediente dell’antidoto di Mitridate e dell’aceto dei quattro ladri. In passato era richiestissima per antidoti contro veleni, streghe e peste. È sconsigliabile toccare la pianta a mani nude per la possibilità di riportarne arrossamento, gonfiore e vesciche. L’ingestione provoca invece irritazione grave delle mucose dell’apparato digerente, talvolta associati a danni anche irreversibili dei reni e del fegato. Forse per i suoi piccoli fiori gialli che ricordano delle croci in miniatura, l’erba ruta è stata ritenuta, fin dai tempi più antichi, una magica cura, una vera e propria panacea di qualsiasi malanno. Anche oggi questa pianta è guardata con una certa venerazione ma abbiamo l’obbligo di dire che la ruta è una pianta velenosa, il cui uso sconsiderato ed eccessivo potrebbe provocare seri disturbi o,  addirittura,  avvelenamenti letali. Le sostanze medicamentose dell’erba ruta sono tutte contenute nell’olio dall’odore sgradevole che si trova raccolto in vescichette sulle foglie. Le foglie dell’erba ruta vengono usate per farne degli infusi, nella misura massima di un grammo per ogni tazzina di acqua bollente. Questi infusi servono a calmare gli attacchi isterici, a rendere meno dolorosi i cicli mestruali, a eliminare le coliche intestinali. Per chi soffre di rinite cronica fetida, che provoca quelle abbondanti secrezioni nasali, può fare uso di un decotto di erba ruta preparato con un cucchiaio di foglie e due bicchieri di acqua. Durante il Medioevo i monaci la mischiavano nelle insalate per liberarsi dagli istinti lussuriosi.
Uso in cucina
Le foglie fresche della ruta in piccole quantità si sposano a meraviglia con insalate, salse e zuppe. Dai nostri vicini meridionali in Italia, la ruta si aggiunge alla «Grappa con ruta» che viene bevuta in abbondanza dopo un pasto sontuoso per rinforzare lo stomaco. Con le foglie giovani e piccanti si può aromatizzare anche l’aceto e sono anche contenute nei mix di spezie dall’atmosfera meridionale. Anche i formaggi alle erbe, le specialità a base di quark e le pietanze a base di uova si possono rifinire con l’aroma speziato delle foglioline tritate della ruta, in piccolissime quantità.

N.B. Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.