SANTOREGGIA MONTANA e SANTOREGGIA ANNUA

disponibilità (fresca, mazzetti, maggio – ottobre)  (secca, mazzetti, tutto l’anno)
Generalità
(Satureja Montana) La santoreggia appartiene alla famiglia delle Labiate come la maggiorana ed è originaria dell’Asia occidentale. Cresce spontaneamente nelle zone montane dell’Europa meridionale, Nord Africa, Australia.  La santoreggia montata e quella annua hanno le stesse proprieta  si differenziano tra loro solo per il fatto che la santoreggia montanna e perenne metre quella annua è annuale.
Curiosità
La santoreggia, conosciuta come «erba che favorisce l’amore», nel Medio Evo è stata portata nei nostri paesi dai monaci Benedettini. Si suppone che il nome botanico «Satureja» sia da ricondurre alla parola greca «satyr», che  rimanda alle proprietà afrodisiache di quest’erba molto amata.
Proprietà terapeutiche
La santoreggia ha proprietà terapeutiche antisettiche, cicatrizzanti, digestive, disinfettanti dell’apparato gastrointestinale, vermifughe. Il potere curativo della santoreggia si manifesta in modo molto favorevole su tutto il tratto gastrico e intestinale. Essa favorisce la digestione, è un mezzo efficace contro la flatulenza e si usa anche per curare la dissenteria accompagnata da processi di fermentazione. Viene somministrata per stimolare l’appetito e calma sia la tosse che le ostruzioni mucose delle vie respiratorie. Ai bambini affetti da pertosse e agli asmatici un tempo si prescrivevano spesso bagni curativi alla santoreggia. L’erba con virtù terapeutiche è spesso somministrata sotto forma di tisana e deve le sue proprietà all’olio eterico dalla composizione complessa abbondantemente presente. Come numerose spezie dell’area mediterranea, anche la santoreggia aveva la fama di essere un eccellente afrodisiaco.
I popoli dell’antichità sfruttavano i suoi effetti per rinvigorire il potere sessuale. Con l’erba peverella si insaporivano pietanze difficilmente digeribili e si preparavano tantissimi piatti e bevande afrodisiaci. Gli antichi Egizi erano noti per i loro vini afrodisiaci, insaporiti con diverse erbe, che avevano il potere di eccitare moltissimo gli amanti. Come altri popoli dell’antichità, anche i Greci si abbandonavano volentieri al piacere e rendevano omaggio al culto erotico-estatico di Dioniso. Questo dio ebbro, fallico, portava dalla sua patria d’origine, l’Asia, un vino chiamato «sangue della terra». Oltre a questa bevanda, Dioniso era accompagnato da una schiera di satiri e ninfe lascivi. I satiri erano spiriti dei boschi e facevano parte del seguito della divinità orgiastica. Secondo la mitologia greca erano esseri dalla costituzione robusta, massiccia, con capelli ispidi, naso camuso e pronunciato e un codino di capra. Insieme alle ninfe, uomini e donne del popolo partecipavano alle orge estatiche in onore del dio Dioniso.
Uso in cucina
La santoreggia in cucina accompagna piatti di pesce e di carne. E’ molto usata in miscele per salumi, ripieni e misti d’erbe. Si sposa bene a legumi, verdure crude e cotte. La santoreggia si ritrova quale ingrediente in tisane e infusi.

N.B. Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.