Asparagi

ASPARAGO MONTINA E VIOLETTO 

Generalità
(Asparago montina) E una pianta erbacea pluriennale conosciuta,  appartenente alla famiglia delle Liliaceae ,  che produce numerosi germogli (turioni) ;  se lasciati crescere si sviluppano in fusti molto ramificati, alti fino a due metri. La varietà di asparago montina  pur essendo coltivata conserva  in caratteristico sapore degli asparagi selvatici anche le dimensioni e forma sono del tutto simili.
(Asparago violetto) a differenza del montina  ha un sapore più delicato  ma allo stesso tempo più inteso di quelli verdi  comunemente reperibili in commercio.
Curiosità
Disegni dei turioni di asparagi compaiono già nelle piramidi di 5000 anni fa, per cui viene attribuita agli Egizi la diffusione di questa pianta nel bacino del Mediterraneo. Era noto anche ai Greci (asparagòs) e ai Romani (asparagus), che lo avevano consacrato a Venere.
Proprietà terapeutiche
C’è una vasta letteratura sviluppata sull’argomento L’asparago, sia quello coltivato ma ancora di più quello selvatico, è riconosciuto da secoli come pianta officinale, ciò che è scientificamente provato è che l’asparago, coltivato ma ancor di più quello selvatico, favorendo la filtrazione del sangue ad opera dei reni ha un forte potere diuretico, ma soprattutto contiene – cosa caratteristica solo dell’asparago – due “saponine”. Le saponine sono dei composti chimici la cui famiglia è molto complessa. Quelle che si trovano nell’asparago sono conosciute scientificamente per avere un forte potere inibente nella proliferazione nelle cellule tumorali del colon. All’Università del New Jersey negli Stati Uniti, dove si dimostra che queste due saponine, la protodioscina e la protodiogenina, hanno questo potere. Nell’asparago selvatico la concentrazione di queste molecole benefiche è molto più elevata rispetto all’asparago coltivato, superiore fino a dieci volte.
Uso in cucina
L’asparago selvatico in virtù del suo gradevole sapore, a volte un poco amarognolo, e della difficoltà del suo reperimento, è molto apprezzato in cucina dagli intenditori, che lo utilizzano per fare ottime zuppe caserecce, ma anche nei risotti, nelle minestre, nella preparazione di sughi per paste asciutte, mentre dopo averlo appena sbollentato lo condiscono semplicemente con olio e limone.

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